CLIENTE: Giovane donna separata. La cliente lamenta il fatto che il marito dichiara di non svolgere una attività lavorativa regolare e pertanto l’assegno di mantenimento stabilito dal giudice è stato di importo molto basso. La donna è certa che l’uomo lavori e che percepisca un regolare stipendio anche se in forma non ufficiale “in nero”. Dalle informazioni fornite risulta che l’ex coniuge ha lavorato per molti anni nel settore orafo.
INDAGATO: R. G., quarant’anni, ex marito della cliente. Dichiara di essere attualmente disoccupato salvo piccoli lavori occasionali e quindi di percepire un piccolo reddito che non gli consente di sostenere l’ex moglie nonchè i due figli di 3 e 6 anni avuti dalla stessa.
FINALITA’: Accertare se l’indagato effettivamente svolge attività lavorativa ed acquisire elementi probatori atti ad identificare l’eventuale datore di lavoro nonché determinare il reddito percepito.
INTERVENTI: Osservazione dinamica per il periodo necessario ad acquisire gli elementi probatori necessari. Il controllo inizia partendo dall’abitazione dei genitori, dove risiede attualmente l’indagato; seguiamo il soggetto per più giornate. Dal secondo giorno di controllo verifichiamo che l’uomo, con regolarità e sempre nei medesimi orari, si reca presso una nota azienda del settore orafo. Dagli accertamenti svolti e dai rilievi fotografici acquisiti è indubbio che l’uomo vi si reca per prestare attività lavorativa in qualità di dipendente non ufficialmente assunto.
ESITI: Grazie a quanto acquisito con le nostre indagini, la nostra cliente ha potuto richiedere al giudice, non solo il rispetto dell’impegno dell’ex marito, ma anche una variazione dell’importo dell’assegno di mantenimento che è stato ricalcolato in base alla retribuzione stimata percepita dall’ex coniuge.