Il presente lavoro descrive l’evoluzione temporale dei due fenomeni, il tipo e la durata dei procedimenti, la durata dei matrimoni e l’età dei coniugi alla separazione, il numero di figli coinvolti, l’affidamento di quelli minori di 18 anni e i provvedimenti economici stabiliti, quali il contributo per il mantenimento e l’assegnazione della casa coniugale.
Nel 1995 in un gruppo di 1.000 matrimoni si verificavano circa 158 separazioni e 80 divorzi, dieci anni dopo le proporzioni sono cresciute, arrivando rispettivamente a 272 separazioni e a 151 divorzi ogni 1.000 matrimoni (Tabella 1).
Tabella 1 – Separazioni e divorzi. Anni 1995-2005 (valori assoluti e tassi di separazione e divorzio totale)
Separazioni
Divorzi
ANNI
Numero
Tassi di separazione totale per 1.000 matrimoni
Tassi di divorzio totale per 1.000 matrimoni
1995
52.323
158,4
79,7
1996
57.538
175,4
96,9
1997
60.281
185,6
99,8
1998
62.737
195,1
100,9
1999
64.915
203,9
104,2
2000
71.969
228,0
114,9
2001
75.890
242,7
123,8
2002
79.642
256,5
130,6
2003
81.744
266,0
138,6
2004
83.179
272,7
143,8
2005
82.291
272,1
151,2
Indicatori rappresentativi dell’instabilità matrimoniale si ottengono anche rapportando il numero di separazioni e divorzi al numero di coppie coniugate: nel 2005 si registrano 5,6 separazioni e 3,2 divorzi ogni 1.000 coppie coniugate.
La tendenza a ricorrere alla separazione o al divorzio non è uniforme sul territorio nazionale: nel 2005 al Nord si rilevano 6,2 separazioni e 4 divorzi ogni 1.000 coppie coniugate contro 4,2 separazioni e 1,8 divorzi nel Mezzogiorno. A livello regionale (Figura 2) i valori massimi si raggiungono in Liguria (8 separazioni e 5,8 divorzi ogni 1.000 coppie coniugate), in Valle d’Aosta (7,6 separazioni e 5,6 divorzi ogni 1.000) e nel Lazio (7,9 separazioni e 4 divorzi ogni 1.000). I valori più bassi, come negli anni precedenti, si registrano in Basilicata (3 separazioni e 1,2 divorzi ogni 1.000 coppie coniugate), Calabria (3 separazioni e 1,4 divorzi) e Puglia (3,8 separazioni e 1,6 divorzi).